Ottimismo momentaneo
7 AGO 20

Ho letto che l’inchiesta su De Magistris, condotta dalla procura di Roma, si è chiusa con una richiesta di suo rinvio a giudizio per avere, nell’ambito di un’indagine che vedeva coinvolti esponenti politici, “acquisito, elaborato e trattato illecitamente i tabulati telefonici”. Il magistrato avrebbe incrociato i dati senza autorizzazione del parlamento e violato tra l’altro articolo 68 della Costituzione. Finalmente, mi è venuto subito da pensare: è la prima volta, a mia memoria (quindi potrei sbagliarmi), che la magistratura agisce in maniera così decisa e arriva sino a questo punto nell’affrontare il gravissimo problema delle violazioni, nella raccolta e nell’utilizzo delle informazioni, di fondamentali principi di tutela dei cittadini; problema attualissimo, soprattutto se riferito allo strumento delle intercettazioni telefoniche, ma che certo non nasce oggi. In un impeto di ottimismo, ho anche pensato che forse questa notizia è il sintomo che qualcosa sta cambiando nella magistratura, che in essa si sta facendo lentamente strada la consapevolezza che occorre iniziare a sottrarsi ad una logica di difesa corporativa ad oltranza e ad una concezione militante e politicizzata del proprio ruolo. Poi però ho fatto “mente locale” sui nomi dei politici coinvolti nelle intercettazioni: Mastella naturalmente, ma anche Minniti, Rutelli e Prodi (il cui ultimo governo cadde proprio a causa di quell’inchiesta). Credo sinceramente che rimanga un fatto positivo e importante che un PM abbia considerato doveroso difendere i diritti di questi importanti esponenti della sinistra. Non posso però evitare di pensare che se De Magistris avesse “acquisito, elaborato e trattato illecitamente i tabulati telefonici” riguardanti “altri” politici, io non avrei mai letto questa notizia che per un attimo, solo per un attimo, mi ha reso ottimista.